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PAULINE NYRIMASUHUCO
LA DONNA DA TRISTE PRIMATO
Processata dal tribunale dell'ONU con undici capi
d'accusa, la prima donna ad essere imputata di stupro come crimine
contro l'umanita'.
Non ha pentimenti o rimorsi Pauline Nyiramasuhuko. Svolge la sua
vita regolare nella cella del carcere di Arusha in Tanzania, eppure
è la prima donna processata dal Tribunale dell'ONU con ben
undici capi di imputazione tra cui genocidio, crimini contro l'umanità
e crimini di guerra in Ruanda. E' anche la prima donna ad essere
imputata di stupro come crimine contro l'umanità.
Pauline oggi ha 56 anni, è cresciuta in una famiglia contadina
ma la sua ambizione per il potere l'ha portata molto presto in politica
anche grazie alle amicizie governative, ma non solo per questo una
buona oratrice e una delle poche donna ruandesi laureata in legge
ed entrò presto nelle grazie del Presidente per le sue posizioni
estremiste xenofobe nei confronti della minoranza etnica tutsi.
Fu nominata Ministro della Famiglia e per le Pari Opportunità,
non verrà mai ricordata per le sue iniziative sociali quanto
per aver sostenuto in prima persona lo stupro di migliaia di donne
tutse più di 250.000. Questa orribile vicenda è stata
recentemente portata alla ribalta da P.Landesman giornalista del
New York Times che ha compiuto un reportage sul Ruanda intervistando
molte persone testimoni di atrocità inaudite. Durante lo
sterminio etnico furono scarcerate persone malate di Aids ed utilizzate
per stuprare donne tutse. Pauline ha avuto un ruolo da coordinatrice
in tutto questo coinvolgendo addirittura suo figlio "autorizzandolo"a
stuprare donne tutse, suo figlio si, anch'esso arrestato insieme
alla madre in Kenya nel 1997 mentre tentavano di fuggire.
Che le guerre siano accompagnate dallo stupro purtroppo non è
inconsueto ma venire a sapere che un arma come lo stupro è
stata utilizzata in una guerra dei giorni nostri e ad opera di una
donna e davvero sconcertante.
Il processo di Pauline non terminerà prima del 2004.
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IRENE KHAN - DONNA
DELL'ANNO 2002
Lunedì 14 ottobre 2002 è stata eletta
donna dell'anno 2002, dal 17 Agosto 2001 dopo 21 anni onorato servizio
presso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
dove ha potuto distinguersi per il suo impegno in favore delle donne
ha assunto l'incarico di Segretario Generale di Amnesty International.
Lei è Irene Khan, nata in Bangladesh, è la prima donna
di origine asiatica a ricoprire tale incarico.
Nella sede Londinese di Amnesty dove ha pronunciato il suo discorso
non appena appresa la notizia del riconoscimento internazionale,
la Khan ha voluto dedicare il prestigioso premio a tutte le donne
del mondo che si stanno battendo per i diritti umani a partire da
Radhia Nasraoui donna tunisina che è stata imprigionata,
minacciata e che tuttora sotto sorveglianza a causa della sua attività
di avvocato in difesa dei diritti umani. Irene era tornata da pochissimo
dal viaggio in Burundi dove si era recata per discutere con il governo
locale delle atrocità commesse dall'esercito sulla popolazione
civile in particolare nei confronti delle donne sottoposte frequentemente
a stupri anche in età infantile.
La Segretaria Generale di Amnesty si è anche molto soffermata
sul problema dell'infibulazione femminile, particolarmente diffuso
nel centro africa e sulla situazione delle donne nei paesi islamici.
Nel concludere il suo discorso Irene ha voluto ringraziare tutte
le donne che si adoperano per la difesa dei diritti umani, e per
farlo con un gesto tangibile ha accettato il riconoscimento "in
nome delle attiviste donne per i diritti umani e in nome delle donne
che stanno subendo abusi in tutto il mondo ma che continuano a sperare
in una vita migliore".
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