:: Servizi Demografici
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CHIESE
SANTUARIO

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MOSTRA "EX VOTO"
Tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00 presso
il Santuario di Fiorano, V. Santuario, è possibile visitare
la "Mostra permanente degli Ex Voto".
Per apertura rivolgersi alla canonica, per visita gruppi è
necessaria prenotazione telefonica (ore pasti) allo 0536/830042
oppure allo 0536/833412.
E' a disposizione dei visitatori il catalogo "Gli ex voto del
Santuario della Beata Vergine del Castello" a cura di Alfonso
Garuti, pubblicata in occasione dell'apertura della mostra inaugurata
il 4 settembre 1998 organizzata dal Servizio Cultura del Comune
di Fiorano (Tel. 0536/833412). |

MASSIMILIANO MALATESTA
"La Madonna di Fiorano"
(golfalone processionale) |
Nel 1630, in adempimento ad un voto espresso dai fioranesi, si dava inizio alla costruzione, sul colle di Fiorano, di un Oratorio sufficientemente capace per custodire una Sacra Effigie della Beata Vergine. L'immagine della Madonna, originariamente dipinta sull' arcata sovrastante il portale d'ingresso dell'antico castello di Fiorano, era stata miracolosamente risparmiata dall'incendio appiccato alle case del borgo del castello dai soldati spagnoli l'8 febbraio 1558. La fama del miracolo si era sparsa velocemente e, quindi, numerosi erano divenuti nel tempo i fedeli che si recavano al borgo di Fiorano per venerare la Sacra Immagine. Quindi, nel 1630, sparsasi per il modenese la terribile epidemia di pestilenza, i fioranesi, al primo annuncio dell'avanzare del morbo, ricorsero all'intercessione della Beata
Vergine, la cui Effigie si trovava ancora esposta alle intemperie e fecero voto che, se il paese si fosse salvato dal flagello, avrebbero iniziato la costruzione di un oratorio.
A Fiorano non si ebbe alcun caso di contagio e già il 23 aprile 1631 veniva solennemente benedetto, dal vescovo di Modena, il nuovo oratorio dedicato alla Madonna.
Sistemato il terreno occupato dai ruderi dell'antico castello ed elaborato, per volontà del duca estense Francesco 1, il progetto ad opera dell'architetto romano Bartolomeo Avanzini, il 15 agosto 1634 si procedette con solenne cerimonia alla posa della prima pietra.
La devozione popolare verso il Santuario e l'immagine Miracolosa, in esso conservata, progredì parallelamente ai lavori di costruzione dell'edificio: aumentarono donazioni ed offerte nonché il numero dei pellegrini che si recavano al luogo sacro. Nelle funzioni annuali, soprattutto per la celebrazione dell' 8 settembre, giorno della Natività di Maria, il numero dei fedeli divenne immenso e senza precedenti. Dopo la traslazione della Sacra Immagine dall'Oratorio al Santuario, avvenuta nel 1659, e dopo il ripetersi di altro "Miracolo del fuoco" nel 1670, l'8 settembre 1672 parteciparono alla celebrazione più di trentamila persone. Testimonianze tangibili di devozione popolare furono i numerosi oggetti, offerti all'altare della Madonna, che, tuttora conservati, ci narrano la storia dei miracoli e delle grazie ricevute.
Nel 1866, ripresero i lavori di costruzione della fabbrica dei Santuario (iniziati nel 1634 ed interrotti nei 1683), con la ristrutturazione della cupola ed il rinnovamento delle secentesche pitture di Sigismondo Caula ad opera del pittore modenese Adeodato Malatesta.
L'8 settembre dei 1889 veniva inaugurata la nuova facciata marmorea e la costruzione della seconda torre del Santuario. Dopo il definitivo compimento del Tempio, si dava infine incarico, nel 1906 ai pittori Giuseppe Mazzoni ed Alberto Artioli, per il completamento delle decorazioni interne ed il 13 settembre 1907 l'Arcivescovo di Modena consacrò il Santuario dopo l'attuazione degli ulteriori lavori edilizi.
Nel 1984, nel 350' anniversario della fondazione dei Santuario, l'Arcivescovo Mons. Bartolomeo Santo Quadri, su richiesta di don Eligio Silvestri, Rettore del Santuario, e di Mons. Rino Annovi, Parroco del Duomo di Modena, dava avvio alle procedure affinché il tempio fioranese, acquistando una sempre maggiore dignità, venisse annoverato fra le Basiliche minori. Il Decreto Papale del 27 settembre 1989 ha sancito definitivamente l'alto riconoscimento al Santuario. Il papa Giovanni Paolo II ha innalzato il tempio di Fiorano alla dignità ed allo stato di Basilica Minore con i relativi diritti e privilegi, confermandole il diritto di precedenza su tutte le altre chiese. Il Santuario di Fiorano é divenuto, in tal modo, la quarta Basilica minore della Diocesi di Modena-Nonantola, insieme al Duomo ed alla chiesa di San Pietro di Modena ed all'Abbazia di San Silvestro di Nonantola. A circa 370 anni, quindi, dalla costruzione del primo Oratorio sul colle dedicato all'immagine Miracolosa della Beata Vergine, il secentesco Santuario di Fiorano ha ricevuto dal Pontefice l'ambito onore del titolo basilicale, con il quale é stata coronata la sua lunga storia, che prese avvio da quel lontano 8 febbraio dei 1558. Nel settembre 1998, a quattrocentoquaranta anni da quell'avvenimento, a cura dell'amministrazione comunale di Fiorano e con la collaborazione della parrocchia fioranese, é stata ordinatamente collocata e catalogata la preziosa collezione di ex voto del Santuario, la quale, ora, può documentare attraverso una mostra permanente allestita all'interno dei tempio stesso, i veri aspetti del tessuto socio-economico e religioso nonché della vita quotidiana della comunità fioranese nel suo evolversi storico. Tavolette votive, cuori in lamina d'argento, ex voto oggettuali vengono quindi a costituire un prezioso patrimonio storico e artistico, un importante complesso di memorie religiose e civili, attestando la forte devozione popolare verso l'immagine miracolosa della Madonna e il suo Santuario.
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La
chiesa parrocchiale di Spezzano é nominata per la prima volta in un
documento dei 1203 e successivamente nel catalogo delle chiese modenesi
dei tredicesimo secolo.Venne riedificata nel 1572 a ponente del torrente
Fossa, nel luogo ove tuttora si trova. Divenuta sede di vicariato
fioraneo (con addette anche le parrocchie di Fiorano e Maranello),
la chiesa parrocchiale di Spezzano, che ha come contitolare anche
S.Agata, venne ricostruita negli anni tra il 1738 ed il 1746.
Fu soprattutto nel corso dell'Ottocento che, con la totale trasformazione
del castello in residenza privata, la chiesa divenne un polo importante
di riferimento ai fini dell'aggregazione sociale ed abitativa del
territorio. Nel 1853 venne completamente riedificata la canonica ed
unita alla chiesa parrocchiale mediante un corridoio, mentre nella
seconda metà dell'Ottocento Chiesa S. Giovanni veniva attuata la decorazione
della facciata della chiesa. Pregevoli i dipinti che si conservano
nella chiesa, fra i quali la Sacra Famiglia e S.Giovanni Evangelista,
inedita opera di Francesco Vellani (16891 768), e la tela con i Santi
Francesco, Apollonia e Lucia di Carlo Rizzi (1685-1759).
All'interno della chiesa si trova la cappella mortuoria della famiglia
Menotti dove riposano i
resti del famoso martire Ciro Menotti. Il monumento funebre a Ciro
Menotti, venne realizzato nel 1929 in occasione della ricorrenza del
centenario della morte del patriota (1931), che per diversi anni visse
a Spezzano nell'edificio che tuttora ne porta il nome: villa Moreali
Menotti. Il cenotafio di Ciro Menotti porta in alto la rappresentazione
di un leone e gli stemmi di Carpi, Modena e Fiorano: i tre luoghi
ove il martire nacque, morì e riposa. |
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L'antico oratorio di S.Rocco, demolito e ricostruito sia pur
fedelmente nel 1919 a poca distanza dall'antico sito, era originariamente
ubicato in posizione centrale rispetto a quella che già dal periodo
medievale era la borgata più importante dei territorio di Spezzano,
la quale, proprio dal titolo dell'oratorio, prese in seguito il
nome di borgata di San Rocco.
Fu edificato per devozione o voto dopo la pestilenza del 1501 che
colpì anche Spezzano. La comunità spezzanese, nei secoli, trovò
la propria identificazione proprio nel culto di San Rocco ed attorno
all'edificio ad esso dedicato, il quale divenne non solo luogo di
culto e di preghiera, ma anche luogo di riunione per discutere i
problemi comuni. Nel 1605 la comunità di Spezzano decise di
cedere la casa annessa all'oratorio di San Rocco ai Padri Serviti,
dando vita ad un convento che, sebbene abbia avuto vita brevissima,
rappresenta l'unico cenobio che sia esistito nel territorio fioranese.
All'interno dell'oratorio si conserva un pregevole paliotto in scagliola
policroma e, sopra l'altare, un quadro, raffigurante la Madonna
e il Bambino, S. Rocco e S. Antonio Abate, opera di un pittore di
scuola bolognese risalente alla metà dei Settecento. Ogni 16 agosto,
festa di S. Rocco, si tiene a Spezzano la tradizionale fiera, che
ha origini ultracentenarie. |
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La
chiesa di S.Lorenzo, odierna parrocchiale di Nirano, nominata per
la prima volta in un documento dell'archivio capitolare di Modena,
risalente ai 1078. Successivamente riedificato nel, 1444, come riporta
una lapide posta nell'attuale chiesa, l'edificio religioso venne poi
completamente ricostruito intorno al 1780 e ristrutturato sul finire
dei XIX secolo. Nell'abside della chiesa si conserva un imponente
dipinto seicentesco di scuola bolognese, raffigurante la Madonna con
il Bambino ed i santi Lorenzo,Caterina, Bernardo, Andrea, Bernardino
da Siena. |
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